TANTI RICORDI

Oggi in questa giornata invernale risistemando l'officina ho trovato un vecchio scatolone pieno zeppo di foto e naturalmente tanti ricordi la prima sede della mia officina era il 1990, vecchi amici le mie prime moto e poi tra tante foto quella della prima special realizzata che ora giace nel deposito tutta impolverata sicuramente ora sarà triste le sue cromature non sono state più lucidate........ ma non è sola ha vicino le altre mie moto, tra loro parleranno dei Km percorsi, delle curve, dei paesaggi e di tutte quelle cose che solo la moto di un motociclista può conoscere. Un sorriso mi riempie il cuore la moto di un motociclista anche se non più usata ti resterà sempre nel CUORE. Un ciao a tutti i motociclista presto sulle strade.

SATAKAUS dei PARTENOSTROMMERS

SANTA KAUS

Napoli ha sfornato un campione


Francesco Mauriello fresco vincitore della 125 tricolore ha le idee chiare: arrivare a correre il mondiale. Ecco la sua storia In un quadro di ricambio generazionale del motociclismo italiano, nuove leve sgomitano e si fanno largo a suon di vittorie. Tra queste c'è Francesco Mauriello, interessante talento campano della velocità. Mauriello, diciassette anni di Mugnano, in provincia di Napoli, portacolori del Moto Club Piccole Pesti, e rider del Team Matteoni Racing, è il nuovo campione italiano della classe 125 Gp del Civ. Risultato che sa di strepitoso, perché la Campania non è la regione per antonomasia legata alla velocità, e che lascia ben sperare per il futuro del centauro Made in Naples: "Ancora – afferma Mauriello – non ho metabolizzato l'affermazione in un campionato difficile come il Civ. Ho iniziato a gareggiare nel 2008, nella classe 125 Sp della Coppa Italia. C'erano ottanta avversari, e nonostante fossi senza esperienza, giunsi secondo. Il 2009 non è iniziato sotto una buona stella, perché nelle prime due prove della Civ, classe 125 Gp, non riuscì neanche a partire. Verso la fine dell'anno scorso è nata la collaborazione con la squadra di Matteoni, unione che quest'anno è stata vincente. A dire il vero alla prima di campionato di Vallelunga, un problema tecnico mi ha costretto al ritiro. Non ci siamo lasciati prendere dallo sconforto, e la reazione c'è stata con due secondi posti colti nei round di Monza e del Mugello. Il momento più bello è legato alla vittoria di Misano, dove ho fatto il passo decisivo verso il tricolore. La differenza l'ho fatta nella costanza di risultati, e quando non potevo vincere, ho cercato di portare a casa più punti possibili". Le 125 di oggi sono delle piccole belve, propedeutiche alle classi maggiori: "Il rapporto – spiega Francesco – peso potenza è incredibile. Non esiste il dosaggio di gas, o acceleri o freni. I tecnici Gianni Bacchilega, Massimo Niosanti e Davide Goretti sono stati bravi nella messa a punto della mia Aprilia. Senza il loro contributo, sarebbe stato impossibile conquistare il titolo. Il mio punto forte nella guida è nell'aggressività nell'ingresso in curva, mentre devo migliorare nella gestione delle qualifiche. I miei idoli sono Kevin Schwantz e Valentino Rossi. Al di fuori delle piste sono un ragazzo che ama stare con gli amici ed andare in discoteca. Frequento il quarto anno dell'istituto tecnico per geometri, e il sogno nel cassetto è arrivare al motomondiale". Il primo passo della scalata mondiale Mauriello l'ha fatto; anche se c'è ancora molto da fare, siamo convinti che il suo sogno si trasformerà presto in realtà.

fonte motonline

quando nasce un mito Honda Four

Da oggi periodicamente pubblicherò un articolo su una moto HONDA che ha fatto la storia del motociclismo italiano, oggi vi parlerò di una moto che non solo è stata amata dai motociclisti italiani ma anche dal cinema. Vi chiederete di che moto parlo….. non parlerò di una moto specifica ma di una serie che ha reso famosa in occidente il marchio Honda la serie dei quattro cilindri ( da qui il nome FOUR).Arrivati in Italia tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 furono subito apprezzati dai motociclisti per il rivoluzionario motore 4 cilindri per le dotazioni di serie. Queste moto fecero nascere quella che tutt’oggi è la filosofia della casa del Sol Levante, moto da far sentire chiunque subito a suo agio. Il motore a 4 cilindri era per gli altri costruttori di moto ancora troppo complesso e la Honda divenne da subito la più venduta e il riferimento di mercato per tutti gli altri marchi. Come già detto furono subito utilizzate nel cinema d’azione possiamo ricordare alcuni titoli Bello onesto emigrato, La patata bollente, La città gioca d’azzardo, film polizieschi ambientati a Napoli,Roma,Milano e tanti altri.Questa passione che ancora oggi vive nei numerosi club sparsi nel mondo. La Honda Four, nelle varie cilindrate, è stata venduta in più di 600.000 esemplari ed è stata sostituita dalla nuova serie dotata di doppio albero a camme. Entriamo nello specifico con una breve descrizione dei modelli partiamo dalla regina

La CB750 Four presentata, al salone di Tokio del 1968, presentava un motore a 4 tempi e 4 cilindri in linea da 736 cm3 dotato di distribuzione in testa a 3catena, in un panorama in cui la maggior parte dei modelli di larga produzione presentavano le valvole in testa, ma avevano ancora la distribuzione ad aste e bilancieri. Nel panorama delle maximoto del tempo era l'unica che presentava quel tipo di caratteristiche; le concorrenti più accreditate presentavano dei frazionamenti del motore diversi, le Moto Guzzi V7 Sport, Laverda SF, Ducati 750 GT, Norton Commando e BMW R75/5 presentavano motori a 4 tempi ma bicilindrici, le Kawasaki 750 Mach IV e Suzuki 750 GT presentavano invece propulsori a 2 tempi.
Non si può dire comunque che questa soluzione tecnica fosse stata né ideata dai tecnici del Sol Levante (la belga FN costruiva moto a 4 cilindri già negli anni ‘10), né sviluppata dagli stessi (MV Agusta, Benelli, Ducati e Gilera partecipavano alle competizioni motociclistiche con modelli quadricilindrici e la Moto Guzzi aveva realizzato anche una V8 da corsa già nel 1957). La prima versione richiamava quella della Honda CB 450 già sul mercato da qualche anno; meccanicamente era dotata di un cambio a 5 rapporti e presentava un'alimentazione con 4 carburatori. Il mezzo era anche dotato di avviamento elettrico di serie, di una strumentazione completa e di freno a disco all'anteriore; tutte queste caratteristiche erano perlopiù inedite sulla produzione del tempo. I modelli della Honda 750 Four vanno dalla prima K0 (del 1969), alla K1, K2 e così via, fino alle varie F (F, F2) della fine degli anni ’70.
La CB 500 Four è una motocicletta prodotta dal 1971 al 1979. Non si tratta precisamente della sorella minore della famosa 750, perchè il progetto è completamente nuovo. Considerato il successo della 750, in Honda si decise di non badare a spese, e così la cilindrata minore venne progettata con un occhio di riguardo alla leggerezza ed alla distribuzione dei pesi. Il telaio fu progettato soprattutto nella parte superiore, manteneva sotto al motore la classica struttura in tubi a culla chiusa (caratteristica delle Four). Quanto al motore, esso manteneva il "marchio" tecnologico che aveva azzerato la concorrenza di allora (soprattutto britannica): quattro cilindri in linea, quattro carburatori, quattro scarichi separati, distribuzione a catena in testa. Malgrado l'estetica sportiva e le ottime prestazioni la CB 500 four (1971) veniva utilizzata anche per quello che sarebbe diventato il mototurismo; infatti con vibrazioni quasi assenti , la sella bassa e ben rifinita si distinse anche per la comodità del passeggero, inoltre disponendo di freni a disco garantiva un alto grado di sicurezza . Raramente si vedevano elaborazioni o modifiche rilevanti su questa moto, era già al top di serie.

La CB 400 Four entrata in produzione dal 1975,era in pratica una espansione del modello 350 degli anni precedenti. Il maggiore cambiamento era dato dall'aumento dell'alesaggio che portò la cilindrata a 408 cc, dall'adozione (cosa rara per quei tempi) di un cambio a 6 marce e6 marce e di uno scarico 4 in 1 che seguiva le forme del telaio finendo nello scarico posto sul lato destro. Le altre caratteristiche erano date dal serbatoio del carburante con linee più spigolose e il manubrio in stile Café Racer, che dava alla moto un aspetto più corsaiolo dei modelli precedenti da 350 cc; inoltre furono arretrate le pedane del guidatore e rese retrattili per evitare l'interferenza con il pedale di avviamento (kick starter). Anche nel nome si era cercato di sottolineare queste caratteristiche aggiungendo la sigla Super Sport. Questo modello era l’unico ad essere spesso modificato per motivi esclusivamente estetici, infatti era un classico degli anni settanta cambiare la sella nera con una semi-monoposto bianca. Ultima ma non per questo meno importante

La CB 350 F (nota anche come CB 350 Four dalla targa identificativa presente sui fianchetti laterali). La moto era dotata dell’ormai famoso 4 cilindri in linea Honda 348 cc. Venne prodotta solamente nel biennio 1972 - 1974 e nel 1975 venne sostituita come ben sapete dalla più grande CB 400 F. Da notare che nello stesso periodo la Honda produceva delle motociclette, le CB 350 sempre di 350 cc di cilindrata (oltre che da 450 cc), dotate di un motore bicilindrico che erano più potenti, leggere, veloci ed economiche della quattro cilindri. Quest'ultima però vantava un motore più gestibile e inoltre era maggiormente di tendenza. Nonostante il motore abbastanza grintoso, che raggiungeva addirittura i 10 mila giri, il telaio e le sospensioni conservano un' impostazione piuttosto turistica, che rende la moto piuttosto imprecisa e "ballerina" in curva. Il successo sul mercato nazionale è stato incentivato anche dal fatto che i 350 cc erano il limite massimo di cilindrata ammesso per i diciottenni; per le cubature maggiori era necessario aver compiuto il 21º anno di età. Anche meccanicamente presentava delle novità importanti per l'epoca come l'adozione del freno a disco anteriore e dell'avviamento elettrico. Nonostante sia rimasta in produzione per un breve periodo la CB350F, con la sua sorella maggiore da 400 cc, figura tra le moto di culto e resta una delle moto di cilindrata minore più sofisticate mai prodotte.

Spero di non avervi annoiato con questo mio articolo e se vorrete continuerò volentieri con altri racconti sulle due ruote.

La stagione delle piogge

Ormai sono due settimane che piove sembra proprio che la stagione delle piogge sia cominciata e in questo periodo che si cominciano i nuovi progetti, e allora si comincia,


si parte da un telaio un motore, vari serbatoi e si comincia ad assemblare. Prova quella forcella monta quelle ruote, forse è meglio montare quelle a raggi!!!!!!!!!! e si passano le ore a provare per creare una moto che sia degna di essere cavalcata come un cavallo di razza e che razza, ma soprattutto che rifletta la tua professionalità

~ Valentino Rossi a Striscia La Notizia


ieri simpatica itervista di Rossi e Simoncelli di Capitan Ventosa su STRISCIA veramente un bel siparietto speriamo di vederlo presto in pista

Donne bikers alla riscossa (DueRuote nel Web)

Paola Cammarota, soprannominata “Miss Harley”, è una di quelle che hanno scelto d’essere protagoniste attive alla guida di una moto, ed oggi con una Harley Davidson 883 R si diverte a girare il mondo con gli occhi di chi vive la propria passione senza limiti: “Ho iniziato – dice la biker napoletana – ad amare tutto ciò che avesse due ruote sin da piccola.


Ricordo che all’età di cinque anni, chiesi a Babbo Natale di regalarmi una di quelle Vespe per bambini che all’epoca erano tanto di moda.

Dopo una marea di giri su scooter, a sedici anni ho guidato la prima moto, una Honda XR 600 di un amico.

Lì capì che quello per la moto sarebbe stato un amore che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita”.

La galassia Harley Davidson è forse quella più originale, e Paola una volta ammirata una stella cromata, rimane folgorata: “Un mio ex ragazzo – racconta Miss Harley – era un biker, e con lui ho vissuto molti raduni.

Nel 2005 decisi che era giunto il momento del grande salto, ed acquistai una Buell XB 9 S. La prima meta importante raggiunta guidando fu in occasione dell’hog inverno del 2005, che si tenne a Rimini.

Il viaggio lo feci sotto un diluvio, ma la gioia era così grande, che l’acqua non mi scoraggiò.

L’anno scorso, dietro suggerimento dell’amico Giovanni Borrelli, icona HD a Napoli, acquisto una 883 R.

Mi sembra d’averla sempre guidata, e la sento molto più mia rispetto alla Buell.

La utilizzo sempre, sia per raggiungere l’ufficio, sia per svago nei fine settimana”.

Le moto di Milwaukee una volta acquistate, subiscono quel processo di personalizzazione che le rende creazioni uniche: “Con le Harley – spiega – c’è tanto da divertirsi, perché le puoi modificare nei modi più fantasiosi.

Sulla mia ho cambiato la sella, ho istallato ammortizzatori più bassi, ho sostituito le marmitte con due modello King Fire, il contachilometri è contornato da swarosky, e al posto del sellino posteriore c’è una griglia portapacchi“.

Da tre anni Paola frequenta il Vesuvio Chapter, club capitanato da Alberto Damasco: “E’ – afferma – la mia seconda famiglia, che mi accompagna in questa grande passione.

Un bel gruppo d’amiche ed amici, e quando ci riuniamo il giovedì sera nella club house, il divertimento è di casa.

Cerco di non perdere nessuno degli appuntamenti che organizzano.

Viaggiare in moto è bello, perché assapori le bellezze naturali del tragitto.

Credo che oggi le donne bikers non siano un tabù, e che le esigenze di una centaura siano uguali a quelle di un centauro.

Forza ragazze, cosa aspettate a guidare una moto tutta vostra?”.



Alfredo Di Costanzo


Honda CB750F1 Four Supersport '76, First start


oggi niente lavoro mi dedico alla ricerca di ispirazioni per realizzare una cafe su base honda 750Four ed ecco che trovo questo video che mi da alcune idee, però non sono ancora contento cerco altre ispirazioni, se trovo qualcosa di simpatico lo posto ciao da Pippo

STONER prova la honda

Casey Stoner è apparso raggiante dopo il suo primo contatto con la Honda ufficiale: «la moto è eccellente, il suo potenziale è altissimo. Mi ha impressionato il motore, che è estremamente dolce. Sono soddisfatto di tutto». Questa frase ha lasciato tutti stupefatti perché di solito quando i piloti Honda parlano del motore lo giudicano aggressivo e difficile da sfruttare...Ieri Stoner ha utilizzato la RCV 2010, il debutto sulla 2011 è previsto per la giornata odierna. Sulla moto nuova – la Honda ha portato novità sia per il telaio che il motore – hanno lavorato Andrea Dovizioso, Dani Pedrosa e anche Marco Simoncelli. E si sono detti tutti soddisfatti perché non ci sono rivoluzioni, ma tanti affinamenti: è quello che ci vuole per non trascorrere una stagione come quella del 2010, passata a provare novità più che a mettere a punto una moto già equilibrata. Va da sé, considerando anche le parole di Stoner, che la Honda sta già facendo paura a tutti. Però per adesso a fare paura è Jorge Lorenzo che ieri ha letteralmente giocato; il campione del mondo ha fatto ciò che ha voluto, durante la comparazione tra la M1 2011 e la nuova. Del resto lui non ha cambiato niente, quindi non deve perdere tempo per adattarsi a qualcosa di nuovo. Il riferimento, quindi, per adesso è sempre lui. Oggi c’è meno vento sulla pista di Cheste, e la temperatura è un po’ più calda: i piloti dovrebbero spingere di più.

notizie dal web

Test Valencia: Stoner un fulmine

L'australiano abbassa tutti i tempi realizzati dalla HONDA nelle prove del GP,secondo Lorenzo Rossi quindicesimo
Test Valencia: Stoner un fulmine

48 cilindri

avete mai visto una cosa del genere???????? per saperne di più   repubblica

HONDA Crossrunner

 Dopo una lunghissima attesa, fatta di piccole e fugaci appariz ioni sotto forma di disegni diramati dalla Honda, ecco che la novità principale del 2001 prende forma. Le indiscrezioni trapelate in passato sul fatto che Honda stesse brevettando il nome “Crossrunner” erano vere, e la moto che vedete in questo articolo ne è la conferma. In un mercato che sta cambiando radicalmente, in cui i segmenti si stanno evolvendo, fondendosi tra loro, stanno via via scomparendo le moto Sport Touring, in favore delle Crossover, moto che cercano di coniugare il meglio dei due mondi: strada e fuoristrada. E’ un po’ quanto accadde anni addietro nel mondo auto, quando i SUV iniziarono ad imporsi alla ribalta della cronaca, per poi pian piano conquistare fette di mercato sempre più consistenti. Ecco quindi la risposta Honda al mercato che cambia e si chiama Crossrunner, una moto che vuole unire la flessibilità e l’attitudine alla guida sportiva di una naked ad alte prestazioni, alla guida rialzata e all’aspetto un po’ rude di una grossa enduro. La Crossrunner è spinta da un quadricilindrico a V di 90° da 782 cm3 dotato del noto sistema di distribuzione VTEC e accreditato di 101,8 CV a 10.000 giri/min. Si tratta di un’evoluzione del motore della VFR 800 VTEC, evidentemente troppo moderno e all’avanguardia per essere mandato in pensione anticipata.
La ciclistica è stata sviluppata per offrire divertimento nella guida, anche in coppia, rialzando la posizione in sella del pilota e garantendo comunque una ottima protettività della carenatura, studiata attraverso oltre 120 test in galleria del vento. Il telaio è un doppio trave in alluminio di chiara estrazione stradale, pertanto la moto conserva il baricentro basso di una Sport Touring. Le sospensioni sono regolabili, il forcellone posteriore monobraccio e impianto frenante con ABS e CBS di serie completano l’equipaggiamento di una delle sicure protagoniste del 2011.La Honda Crossrunner sarà disponibile in tre grafiche, tutte bicolore: Graphite Black / Moonstone Silver Metallic, Pearl Fadeless White / Bullet Silver Metallic e Candy Blazing Red / Moonstone Silver Metallic.