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Meccanico fai da te hai hai hai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non mi stancherò mai di ripeterlo il fai da te non porta sempre al risparmio, questo è un esempio: una “banale”  sostituzione di candela è costata quando 20 sostituzione di candele fatte da un PROFESSIONISTA   

 misurando la sofferenza in euro

ALLO STUDIO NUOVA TASSA PER LE DUE RUOTE

Sindacati spaccati, associazioni divise, Comune e Amt possibilisti. La proposta - lanciata da Assoutenti «anche a nome di altre associazioni consumatori» - di una “tassa” sulle due ruote per finanziare il trasporto pubblico in cambio del via libera alle moto sulle corsie gialle, agita la quiete agostana. Palazzo Tursi e azienda si dicono pronti a discutere «ogni proposta utile ad evitare riduzioni pesanti del servizio alla ripresa autunnale». Cisl e Cgil danno prova di pragmatismo «non escludendo nulla a priori per uscire da questa situazione drammatica» mentre gli altri due maggiori sindacati di Amt - Faisa e Uil - ribadiscono la netta contrarietà all’ingresso delle moto nelle corsie gialle.

Il sasso nello stagno l’ha lanciato ieri, dalle colonne del Secolo XIX, il presidente regionale di Assoutenti, Furio Truzzi: «Pensiamo a una card da 50 euro all’anno che dia diritto ai motociclisti di circolare liberamente sulle corsie riservate ai mezzi pubblici e di parcheggiare gratuitamente in centro». Sì, perché Truzzi propone pure di istituire nel cuore della città una “yellow area”, analoga alla Blu Area delle auto e dove gli stalli per le due ruote siano tutti a pagamento. Tranne, appunto, per i titolari della yellow card, la carta gialla che, «al costo di poco più di 4 euro al mese», garantirebbe il diritto di transitare nelle corsie di bus e taxi. E qui si produce la prima, clamorosa spaccatura: quella tra Assoutenti e l’associazione “Due ruote in città” che, pure, hanno sinora combattuto fianco a fianco la battaglia per ottenere il via libera a moto, scooter e ciclomotori sui “corridoi di qualità”.

MOTOGUZZI V7 SPORT




La Moto Guzzi V7 Sport è stata, negli anni '70, il modello di motocicletta turistico-sportiva di punta della casa di Mandello. Popolarmente nota con l'appellativo di "Bassotto", fu prodotta nelle versioni "V7 Sport 750", "750 S" e "750-S3", dal 1971 al 1976.

Il contesto

Nel 1967, dopo un periodo di incertezza dovuto alla morte del fondatore Carlo Guzzi (avvenuta nel 1964), la gestione della Moto Guzzi fu assunta dalla SEIMM (Società Esercizio Industrie Moto Meccaniche), una società costituita dall'IMI, che cercò di indirizzare la produzione verso il mercato dei ciclomotori e verso le forniture istituzionali.

Nel 1968, mentre il mercato delle "maxi-moto" cominciava a subire la crescente affermazione delle case giapponesi, la SEIMM affidò a Lino Tonti lo sviluppo del motore a V, realizzato nel 1965 da Giulio Cesare Carcano e inspiegabilmente licenziato in tronco alla fine dello stesso anno, all'insediamento dell'amministrazione controllata. L'intento della nuova dirigenza (gli "ingegneri", come venivano chiamati in Guzzi), capeggiata dal direttore generale Romolo De Stefani, era quello di riconquistare un'immagine sportiva.

Il compito affidato a Tonti fu di realizzare un modello derivato dalla produzione, che soddisfacesse i parametri di "750 cc - 200 kg - 200 km/h".

Tonti, couadiuvato da Umberto Todero, storico "braccio destro" di Carcano, si mise al lavoro per potenziare il motore e costruire un telaio all'altezza della situazione.

Il reparto sperimentale della casa di Mandello preparò per il 1969 la nuova "V7", dotata di carenatura integrale ed accreditata di 65 Cv e 185 Kg di peso, presentata alla stampa sul circuito di Monza. In due sessioni di prove la nuova motocicletta batté 19 record mondiali di velocità.