Sfrecciare a Parigi sentite che rombooooooo

LA SECONDA PARTE DELLA TEORIA BMW R75/5

BMW R/75/5

La 75/5 venne presentata nell'estate del 1969. Era opera dell'ing. Hans Gunter Von der Marwitz, le cui precedenti esperienze di collaborazione con Case automobilistiche come la Porsche diedero una nuova impronta a tutta la produzione BMW.

Fino ad allora le moto della Casa tedesca erano tutte concepite per essere utilizzate anche con il sidecar e, di conseguenza, i telai non avevano le caratteristiche geometriche adatte per un uso sportivo o comunque più snello. Con l'avvento della maxi-moto e la loro grande diffusione sul mercato, il ruolo della motocicletta passò da quello di puro mezzo di trasporto, a quello di oggetto di culto, usato per dare sfogo alle velleità sportive e turistiche dei motociclisti.

La R75/5, per le doti che rispondevano alle nuove esigenze di mercato, fu la capostipite di tutta una serie di modelli e diede un'immagine alla produzione della Casa Bavarese, che rimase praticamente immutata fino al 1993, anno in cui venne lanciato sul mercato il nuovo boxer, attualmente in produzione.

La Filosofia di Pippo

Come diceva il masto "titolare" di mio padre:


E CLIENT SO' COMM O MAL E PANZ VAN E VENENN


BUONE VACANZE A TUTTI

Per Noi appasionati di TUNIG tempi duri

NUOVO CODICE DELLA STRADA


Salve a tutti in questi giorni si è parlato tanto del nuovo Codice della strada , da oggi è in vigore, tante novità belle e brutte. Tra le cose belle, un giusto ridimensionamento e regolamentazione degli autovelox. Ma attenzione, perchè tra le novità c'è la tolleranza zero (confisca moto) su qualsiasi tipo di elaborazione o modifica se non omologata. Per questo rivolgetevi sempe a dei professionisti per le modifiche alle vostre "amanti" sicuramente sapranno consigliarvi.
Ne fa un bel quadretto Il Sole.

la MV AGUSTA torna ITALIANA


un mito Italiano torna a casa

ALLO STUDIO NUOVA TASSA PER LE DUE RUOTE

Sindacati spaccati, associazioni divise, Comune e Amt possibilisti. La proposta - lanciata da Assoutenti «anche a nome di altre associazioni consumatori» - di una “tassa” sulle due ruote per finanziare il trasporto pubblico in cambio del via libera alle moto sulle corsie gialle, agita la quiete agostana. Palazzo Tursi e azienda si dicono pronti a discutere «ogni proposta utile ad evitare riduzioni pesanti del servizio alla ripresa autunnale». Cisl e Cgil danno prova di pragmatismo «non escludendo nulla a priori per uscire da questa situazione drammatica» mentre gli altri due maggiori sindacati di Amt - Faisa e Uil - ribadiscono la netta contrarietà all’ingresso delle moto nelle corsie gialle.

Il sasso nello stagno l’ha lanciato ieri, dalle colonne del Secolo XIX, il presidente regionale di Assoutenti, Furio Truzzi: «Pensiamo a una card da 50 euro all’anno che dia diritto ai motociclisti di circolare liberamente sulle corsie riservate ai mezzi pubblici e di parcheggiare gratuitamente in centro». Sì, perché Truzzi propone pure di istituire nel cuore della città una “yellow area”, analoga alla Blu Area delle auto e dove gli stalli per le due ruote siano tutti a pagamento. Tranne, appunto, per i titolari della yellow card, la carta gialla che, «al costo di poco più di 4 euro al mese», garantirebbe il diritto di transitare nelle corsie di bus e taxi. E qui si produce la prima, clamorosa spaccatura: quella tra Assoutenti e l’associazione “Due ruote in città” che, pure, hanno sinora combattuto fianco a fianco la battaglia per ottenere il via libera a moto, scooter e ciclomotori sui “corridoi di qualità”.

RIDERS AGOSTO


Estate 2010: tendenze a scatto fisso

>>Category: Il tema della settimana


Le città sono invase da giovani con Vans ai piedi, jeans skinny e camicie a quadretti, che scorrazzano veloci su biciclette da corsa fluorescenti. Sono Fixed Gear Bike, bici a scatto fisso, la tendenza dell'estate 2010.

Scatto fisso Cosa vuol dire? Il pignone della catena, sul mozzo posteriore, non ha alcun tipo di cuscinetto. È fisso, appunto, pedali e ruota posteriore sono collegati in presa diretta: è la tecnica che veniva impiegata sulle prime biciclette al modo, la più semplice. Come funzionano? Da fermi sembra difficile partire, ma una volta in corsa la pedalata viene da sé… e si va velocissimi. Ma attenzione, non è possibile fermare i pedali, continuano a girare anche se non ci si mette forza!

La frenata Ecco il momento che mette più in difficoltà: bisogna agire sui pedali rallentandone il giro. Comunque non è obbligatorio che la bici a scatto fisso sia senza freni, molti ne montano uno anteriore che aiuta a rallentare e a salvarsi la pelle in caso di skiddata, l'inchiodata (da to skid, letteralmente slittare). I più bravi riescono a sedersi sul manubrio, passare la gamba destra attraverso il telaio fino a bloccare il pedale sinistro. Bici da pista e special hanno spesso una forcella anteriore dritta, che permette a ruota e manubrio di girare a 360 gradi, per impennare, afferrare il telaio con la mano sinistra e far girare la ruota anteriore con la destra: molto rock'n'roll.

Gli stili Lo stile è personale, le possibilità per costruirsi una bici su misura sono infinite, ma ci sono due tendenze principali. La prima vuole che si usino bici vintage, che acquistano stile e valore. La seconda, predilige biciclette intonse, costruite su misura e verniciate di colori fluorescenti con optional come le ruote piene.

Dove trovarle Ogni vecchio magazzino, granaio, fienile dove si può recuperare un telaio, è un buon punto di partenza. Per la conversione, o per acquistarne una su misura, ci sono le officine specializzate, come la Dodici Cicli di Milano, la Fonderie Bici di Firenze o la Maibaic di Pescara (su Facebook).

MOTOGUZZI V7 SPORT




La Moto Guzzi V7 Sport è stata, negli anni '70, il modello di motocicletta turistico-sportiva di punta della casa di Mandello. Popolarmente nota con l'appellativo di "Bassotto", fu prodotta nelle versioni "V7 Sport 750", "750 S" e "750-S3", dal 1971 al 1976.

Il contesto

Nel 1967, dopo un periodo di incertezza dovuto alla morte del fondatore Carlo Guzzi (avvenuta nel 1964), la gestione della Moto Guzzi fu assunta dalla SEIMM (Società Esercizio Industrie Moto Meccaniche), una società costituita dall'IMI, che cercò di indirizzare la produzione verso il mercato dei ciclomotori e verso le forniture istituzionali.

Nel 1968, mentre il mercato delle "maxi-moto" cominciava a subire la crescente affermazione delle case giapponesi, la SEIMM affidò a Lino Tonti lo sviluppo del motore a V, realizzato nel 1965 da Giulio Cesare Carcano e inspiegabilmente licenziato in tronco alla fine dello stesso anno, all'insediamento dell'amministrazione controllata. L'intento della nuova dirigenza (gli "ingegneri", come venivano chiamati in Guzzi), capeggiata dal direttore generale Romolo De Stefani, era quello di riconquistare un'immagine sportiva.

Il compito affidato a Tonti fu di realizzare un modello derivato dalla produzione, che soddisfacesse i parametri di "750 cc - 200 kg - 200 km/h".

Tonti, couadiuvato da Umberto Todero, storico "braccio destro" di Carcano, si mise al lavoro per potenziare il motore e costruire un telaio all'altezza della situazione.

Il reparto sperimentale della casa di Mandello preparò per il 1969 la nuova "V7", dotata di carenatura integrale ed accreditata di 65 Cv e 185 Kg di peso, presentata alla stampa sul circuito di Monza. In due sessioni di prove la nuova motocicletta batté 19 record mondiali di velocità.

VESPA

MOTO o SCOOTER a voi il dilemma


Bello quetso scooter cafè realizzato da un lettore di Riders

La MOTO' la moto audace




Nei primi anni ‘90 l’Aprilia si dimostra una delle Case più audaci e propositive, capace di stupire il pubblico con modelli sempre all’avanguardia in fatto di design e accostamenti cromatici. Il punto più elevato di questa creatività è certamente offerto dal modello denominato semplicemente Motò 6.5 e commercializzato nel 1995. Per il progetto a Noale si interpella uno dei designer più affermati, anche se non necessariamente nel campo motociclistico: il francese Philippe Starck. La sua “opera prima” su due ruote non passa certo inosservata e conquista anche il pubblico di coloro che amano il design, non necessariamente motociclistico. Il tema dominante nella Motò 6.5 è quello delle linee curve. Se questo può apparire scontato per il serbatoio, la sella e il codone, è davvero inusuale vedere le linee tondeggianti per componenti quali il telaio o il tubo di scarico. Anche gli accostamenti cromatici sono originali, il grigio è abbinato al nero o all’arancio.

Presso il pubblico dei motociclisti-duri-e-puri la Motò riscuote un successo al di sotto delle aspettative e resta in listino per soli 5 anni. Ma, come a volte succede, quando esce di produzione diventa il sogno di tanti collezionisti ed oggi rappresenta una vera e propria rarità.

Anni: 1995 - 1999

Esemplari Prodotti: 3.500

Design: Philippe Starck

MZ 150 TS


La MZ 150 TS è una moto stradale di grande affidabilità e robustezza, confortevole, di gestione semplice ed economica, di linea classica molto gradevole. Da tenere presente che la MZ (poco nota in Italia) non è altro che la DKW: dopo la fine della guerra, con la divisione della Germania, nel 1946 la DKW abbandona gli stabilimenti orientali di Zschopau per trasferirsi nel settore occidentale: negli stabilimenti abbandonati si insedia la nuova azienda motociclistica MZ: Motorradwerk Zschopau. La MZ ha prodotto moto di altissimo livello tecnico e agonistico, in particolare nel settore Enduro e Cross nel quale ha prevalso lungamente negli anni ‘60 – ’70; negli anni ’50 – ’60 ha dominato nei Gran Prix grazie alla adozione, per prima al mondo, della distribuzione a disco rotante, dimostrando così una eccellente capacità progettuale e destando l’interesse di una importante casa giapponese che acquisì tale tecnologia per mezzo di spionaggio industriale. La MZ fu anche tra le prime aziende che sperimentò e adottò il motore Wankel.
Nel 1961 un motore MZ 125 c.c. venne adottato su un agile telaio italiano da parte della neofondata ITALEMMEZETA, che poi evolverà nell’attuale ITALJET.
Il modello TS, con motorizzazione 125, 150, 175 e della sportiva 250, é prodotto dal1973 al 1985 ed é poi sostituito dalla serie ETZ con motori da 125,150, 250, 300, con freno a disco, accensione elettronica, cambio a 5 marce, miscelatore automatico, che sono tuttora prodotte in Turchia.
La produzione continua con aggiornamenti e nuovi modelli di un certo interesse, ma dopo alterne vicende sportive e commerciali la MZ oggi ha ripreso la produzione

NEW Riders di agosto


L’altro Rossi nazionale che come Valentino, ma in modo diverso, vive da star, si chiama Vasco e su Riders 33 apre il cuore mese che è, appunto, lo speciale rock. Rock come musica, rock motori, rock stile e stile di vita e rock come arte.

Tra i pezzi interessantii segnaliamo inoltre quello sulle fanzine, le riviste indipendenti di moto. Mentre il reportage del mese è ambientato in Egitto, in occasione dei Red Bull X-Fighters.

Vi abbiano già detto di Pedrosa-Puig, dei piloti quarantenni e di Carlo Pernat, che ha il coraggio si raccontarsi senza censura e come è la sua vita spericolata.

I road book sono due; uno è sulle rotte del divertimento della riviera adriatica e l’altro un po’ più fuori mano, in Arizona, tra indiani e sciamani. L’appuntamento classico con il garage questa volta è da Simone Pace, il leader dei Blonde Redhead. Riders Girl: questa volta sono addirittura due.

Storie che meritano: Carlo Andrea Monaco, fuoristrada a 70 anni: la Panda come camper, il carrello con Scorpa, si ferma, scarica la moto, cerca e traccia nuovi itinerari motoalpinisitici. Così, per diletto. Questa è la sua vita, a pagina 100.

E i Desert Rats? Tra California e Nevada ci sono gli Altri Riders di questo mese: gente stravagante in esilio volontario, che nel nulla del deserto si sono ritagliati uno spazio su misura (a pagina 102).

Attenzione, c’è poi una moda particolare: Neil Fenton è un modello professionista la cui vera passione è la moto e realizza special di razza. Mica capita tanto spesso.

Ovvio, poi ci sono tutti i nostri opinionisti e come sempre ce n’è per tutti!

LA FILOSOFIA DI PIPPO




oggi parlando con un "CLIENTE" o era un "MECCANICO" mi ha detto che si occupava di restauro e manutenzione di moto nel box di casa sua cosa c'è di strano??????? parlava di tagliandi e revisioni motore con una facilità come se parlasse di un bel FILM visto in TV però queste due parole hanno un significato che non tutti "capiscono"
Per me la parola REVISIONE motore significa smontare il motore e il cambio il controllo di tutti i componenti e di un riassemblaggio accurato.
La parola TAGLIANDO eseguire tutte le operazioni come da piano di manutenzione della casa.
Per non parlare dell'ultima ma nonmeno importante RESTAURO significa smontare e riassemblare tutta la moto per riportarla al suo splendore ORIGGGGINALE

HONDA AFRICA TWIN 1200



In una delle mie ultime visite alla sede della HONDA ITALIA di Roma abbiamo parlato della mancanza di una Maxi Enduro Honda la loro risposta è stata " aspetta e vedrai ci stiamo lavorando avrà il motore 1200 quelloVFR 2010"
Oggi girovagando im imternet ho trovato queste foto saranno vere?????????????
aspettiamo e vedremo


Oramai è diventato inevitabile.
Per contrastare BMW e YAMAHA nel settore delle Maxi Enduro da viaggio, HONDA non può più esimersi dal presentare quanto prima la sua proposta!
Ecco allora l'AFRICA TWIN 1200.
The Queen is back!
posted by obiboi